RACCONTI URBANI

UNA MOSTRA FOTOGRAFICA PROMOSSA DALL’ORDINE DEGLI ARCHITETTI DI VERONA
A CURA DI OFFICINA DELLE NUVOLE

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Inaugurazione

Giovedì 6 aprile 2017 • ore 19:00

via S. Teresa 2 • Verona

Sala Convegni M15

Aperta sino al 15 maggio 2017
LU MA GIO VE  •  09:00-12:00 15:00-18:00
L’ accesso è libero, ma è necessario
prenotare le visite scrivendo a
officina.nuvole@gmail.com
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“Racconti Urbani” rappresenta l’esito finale di un corso di formazione voluto
e promosso dall’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Verona, sviluppato
e coordinato dall’Associazione Officina delle Nuvole; sviluppato a partire da Marzo 2016 come laboratorio di indagine sociale, attraverso fotografia, raccolta di materiali storici, interviste e video ha esplorato il tessuto urbano del quartiere di Borgo Roma.

A partire dagli anni ’30, epoca a cui risale l’edificazione dei Magazzini Generali,
Borgo Roma ha conosciuto trasformazioni rapide e straordinarie, che ne hanno modificato radicalmente la struttura, nonché l’identità. La trasformazione da area prevalentemente agricola a area industriale, ha segnato profondamente l’aspetto urbanistico, architettonico e culturale del quartiere e dei suoi abitanti.

“Racconti Urbani” ha ripercorso i segni ed indagato le dinamiche di questa evoluzione per proporre al visitatore una raccolta di sguardi, tra loro diversi ma consonanti, che si volgono ora alla memoria ora al presente, ora alla documentazione d’attualità ora alla suggestione onirica, nell’intento di offrire una rilettura originale, multiforme
e poliedrica di una parte di Verona vista troppo spesso come territorio di frontiera
e di colonizzazione.

Nove le anime di questa collettiva per nove diverse visioni: ricerca degli spazi vitali, registrazione della massiccio sfruttamento del suolo, testimonianze di giovani
e anziani, mondo del lavoro e del tempo libero, la mostra “Racconti Urbani” si propone come sguardo attento e critico alle trasformazioni imposte al quartiere dalle logiche della speculazione, connesso alle rivendicazioni degli abitanti per un futuro sostenibile.

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I coordinatori

Marco Ambrosi: fotografo e animatore culturale, Officina delle Nuvole
Laura Toffaletti: calligrafa, illustratrice, scenografa, Officina delle Nuvole
Caterina Parona: fotografa e animatrice culturale, Officina delle Nuvole
Michele De Mori, architetto e animatore culturale, Associazione Agile
Alice Cristiano, giornalista
Chiara Bazzanella, giornalista
Paola Ravanello, Vicepresidente dell’Ordine
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I fotografi

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Caterina Parona • Memory Boxes
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La geografia umana definisce “luogo” uno spazio emotivamente vissuto.

I luoghi acquisiscono importanza in base ai sentimenti, i ricordi e le suggestioni che il singolo individuo vi lega, secondo modalità assolutamente personali e diverse. In altre parole, i luoghi vivono in virtù della memoria che ne conserva chi li ha vissuti.

Ho cercato le storie dei luoghi di Borgo Roma attraverso alcune memorie, esplorando quei legami che solitamente rimangono celati nell’intimo delle persone.

Come ideali “cassetti della memoria”, le boxes consentono di sbirciare dentro i ricordi degli abitanti del quartiere, offrendo la possibilità di visitarne alcuni angoli, da una prospettiva privilegiata, quale è quella del vissuto personale.

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Marco Ambrosi • Video Ergo Sum
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Sei viste qualunque di Borgo Roma, sei punti luminosi; se guardi meglio sono schermi, sui quali non scorre nulla. Sono là e basta, sono là e nessuno rimane a guardarci dentro. 

Ma nelle case di ciascuno ce n’è uno identico, che racconta alle famiglie cosa devono pensare: della vita, del mondo, del quartiere, di quel che vi succede.

Chi vive in questa città subisce senza possibilità di intervento le decisioni prese negli uffici ai piani alti, dove si tirano righe e si decide dove sarà lo spazio di tutti e come sarà.

Di giorno le ruspe scavano e le gru sollevano putrelle che definiranno gli spazi del quartiere: tanto quelli – orizzontali – che rimarranno per chi vive fuori dai centri commerciali, quanto quelli – verticali – che si pareranno davanti agli occhi di chi esce di casa per andare al lavoro, a scuola, al bar.

Pochi noteranno la differenza: la maggior parte continuerà a pensare che viviamo nella città più bella del paese più bello del mondo.

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Ferdinando Forlati • Enclosures
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La “barriere” operano sul territorio e sul tessuto urbano in una duplice direzione: una rivolta al passato, una al futuro. Sono i segni più forti e violenti del cambiamento: tracce di un continuo divenire, confini tangibili tra ciò che è stato e ciò che un giorno sarà. Segnali inequivocabili e temporanei di qualcosa che ancora non è.

Allo stesso modo, al di qua ed al di là delle barriere, gli abitanti vanno e vengono, senza lasciare traccia.

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Patrizia Sonato • Metropolis
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Ad un visitatore esterno Borgo Roma appare quasi come un labirinto saturo di asfalto e cemento. Costruzioni in ogni dove senza soluzione di continuità,  prive di uno stile omogeneo e ben definito. Un groviglio di strade, vicoli, case, palazzi, condomini, capannoni, parcheggi. Un complesso massiccio ed indiscriminato di edifici, eretti senza troppi riguardi per il paesaggio e l’equilibrio ambientale.

Una visione che strizza l’occhio al film Metropolis, capolavoro di Fritz Lang del 1927, nel quale avviene una sorta di monumentalizzazione degli scenari e dove le scenografie offrono una sintesi dell’architettura moderna e delle sue contraddizioni.

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Patrizia Sonato • Identità Urbane
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Il sorgere di movimenti, comitati ed associazioni locali più che espressione di un tessuto sociale attivo può talvolta essere segnale di quanto questi senta minacciata la propria identità e cerchi di reagire alle trasformazioni che avverte sempre più incalzanti e inarrestabili.

I membri di un gruppo – sia esso religioso, sportivo o culturale – condividono un corredo valoriale, degli ideali, nutrono il senso di appartenenza ad una comunità, hanno un contatto diretto con il territorio e con le persone che là vivono; ne tengono viva la memoria, mettono in campo impegno e responsabilità personale. 

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Stefano Zampini e Loris Righetto 
Persone e luoghi in difficoltà
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Borgo Roma, quartiere operaio in tempi di chiusura delle fabbriche e disoccupazione. Luoghi puliti, idonei, pronti. Persone forti, preparate, sicure. Niente che più li lega tra loro. Non un macchinario, non un attrezzo, non un prodotto. E comunque persone legate tra loro e ad un luogo, per una mancanza. Si accende la luce, l’impianto elettrico ronza, le persone si ammassano, pronte e non succede più niente.

Un lavoro che deve molto a Walker Evans, Neal Slavin, Pellizza da Volpedo, Alberto Bagnai.

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Andra Rendler • Ritratti Parlanti
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Borgo Roma più che ad un quartiere assomiglia ad una piccola città, e tale viene considerata dai suoi abitanti. Abitanti che con i loro corpi e le loro voci hanno voluto raccontarmi cosa vuol dire essere qui da sempre oppure solo da un po’.

Tra questi, c’è chi mi ha raccontato con nostalgia di quando al posto di Parco San Giacomo sorgeva il manicomio; chi, invece, mi ha parlato con entusiasmo delle numerose iniziative promosse a favore dell’intrattenimento di questo piccolo ma grande quartiere e chi, infine, mal sopporta la ribollente urbanizzazione ed il continuo aumento di edifici commerciali.

Così ho voluto raccontare Borgo Roma: attraverso gli occhi e la voce di chi la vive quotidianamente.

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Matilde Paganini • Cervi a Borgo Roma
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Anni fa, spostandomi dai sobborghi di Londra verso il centro città attraversavo Richmond Park. Inaspettatamente, poco distante dalla strada, mi apparve in tutta la sua bellezza e regalità un cervo. Ho conservato a distanza di tanto tempo il ricordo della forte emozione provata nel vedere un animale della foresta all’interno di una grande capitale.

Questa immagine sembra la più lontana dall’idea di Verona Sud, un tempo verde campagna, trasformata progressivamente in una grande area industriale e in quartieri residenziali ad altra concentrazione edilizia solcati da vie di comunicazione molto trafficate.

Il progetto di trasformazione detto “rigenerazione urbana”, nell’attuale epoca post industriale,  privilegia i grandi interessi economici degli innumerevoli centri commerciali in progetto e in costruzione a scapito della qualità della vita dei 65.000 residenti.

Alla realtà attuale vorrei contrapporre il cervo del mio ricordo per rendere omaggio a tutte le persone che negli anni hanno lottato per la vivibilità del quartiere, e per incitare i cittadini di oggi a superare l’indifferenza e a immaginare che sopra le distese di asfalto e cemento potrebbero crescere gli alberi di una foresta urbana che già esiste nelle città inglesi e tedesche e che si sta progettando per il futuro di tante città europee e italiane.

Ringrazio  il Consorzio Zai e l’arch. Michele de Mori per aver gentilmento concesso parte delle immagini utilizzate.

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Loris Righetto • Biking Borgo Roma
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Ho passato un’estate a esplorare le strade di Borgo Roma in bicicletta. Ho fatto amicizia con sconosciuti, osservato paesaggi e scattato fotografie. La gioia del viaggio, della vita a cielo aperto, il piacere di sudare, di guardare e mettersi in relazione con altri:  da queste sensazioni sbocciano cinque ritratti in posa, nei quali mi sono servito dei luoghi del quartiere per parlare delle persone e delle persone per parlare dei luoghi del quartiere.

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Paolo Parma • Borgo Amor
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Ho esplorato Borgo Roma alla ricerca di un genius loci, ma percorrendo i suoi luoghi ricchi di una Storia fattasi quasi invisibile e ora popolati da 25000 storie individuali, percepivo un crescente senso di smarrimento.

Non avevo previsto di incontrare la gente, tanto mi sembrava lontana. Procedevo quindi nel mio modo solipsistico, ma poi alcune persone mi hanno avvicinato offrendomi spontaneamente ricordi e stralci della loro vita, e mi è sembrato che il loro fosse un bisogno, quello di testimoniare presenza.

Sono rimasto affascinato da quei racconti: ne traspariva tutto il senso del loro vissuto e l’amore che si era necessariamente sedimentato in quei luoghi, ma anche il senso di spaesamento di fronte a un paesaggio dove non riuscivano più a riconoscersi. Così ho pensato ad immagini come finestre, varchi percorribili in due direzioni: verso la memoria e verso un altrove in via di “riqualificazione”.

Paolo Parma, Giugno 2016

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